Tian Neng Zhuang – Qi gong 2016-11-14T13:10:25+00:00

Tian Neng Zhuang “Il Palo dell’Energia Celeste”

zu yao wu - qi gongLe capacità terapeutiche introdotte dalla pratica cinese del Qi Gong ripropongono i concetti espressi nel testo di riferimento più antico che si conosca sulla medicina cinese “Huang Di Nei Jing” o “Il canone interno dell’imperatore Giallo” ( circa 600 a.C.) che cita la seguente massima:
Quelli che non si attengono alle leggi dell’universo danno origine a calamità e prove, mentre chi abbraccia le leggi dell’universo resta immune da pericolose malattie

Lo studio del Qi Gong è uno degli aspetti più affascinanti e meravigliosi che ha caratterizzato la curiosità dei popoli Occidentali nel secolo passato, ed è incentrato sulla filosofia per la quale la salute è determinata dall’equilibrio dei due opposti complementari Yin e Yang: fuoco e acqua, mente e corpo, io e natura, l’elemento celeste e terrestre, i cui simboli originali raffigurano rispettivamente “il pendio della collina in ombra” e “il pendio della collina esposto al sole”.

Nel corso degli anni gli studiosi hanno provato a dare classificazioni distinte di Qi Gong a seconda dei diversi principi che li caratterizzano: tecnica, contenuto, forma, sistema eccetera…, ma unanimemente dichiarano che la caratteristica che li accomuna è la presenza di tre aspetti fondamentali: il controllo del corpo, il controllo della mente e il controllo del respiro.

L’influenza che il Qi Gong esercita sul fisico è globale e viene dispensata su ogni organo e sistema del corpo umano. La funzione principale è quella di regolare le funzioni del corpo e di controllare le leggi motorie in modo da favorire il rilassamento dei muscoli e la quiete della mente.

La pratica richiede inizialmente un controllo delle attività coscienti tale da indurre uno stato estremamente gradevole e tranquillo, tramite gli sforzi soggettivi del paziente stesso, e successivamente ottenere il rafforzamento della capacità di resistenza alle malattie, la possibilità di prevenirle e di riacquistare la salute.

Per approfondire i metodi di accrescimento dell’energia vitale e divulgare nuove forme di Qi Gong terapeutico abbiamo chiesto consiglio al dott. Zu Yao Wu, medico tradizionale cinese, esperto di arti marziali, maestro di Qi Gong e di Tai Ji Chuan stile Chen, appartenente alla famiglia Ba Ji Quan quale discendente in linea diretta della settima generazione ba ji, a cui la Commissione di Ricerca sul Ba Ji Quan della città di Tianjin ha attribuito il titolo di “Gran Maestro” dello stile ed attuale vicepresidente dell’A.G.I.K.

Zu Yao Wu nacque nel lontano 1933 a Tianjin, prosperosa città situata a circa centoventi chilometri dalla capitale Pechino, nella quale visse per oltre cinquant’anni, prima di venire in Italia per diffondere le conoscenze acquisite in tanti anni di studio e pratica come medico e maestro di arti marziali.

Quando fu intervistato, il dott. Zu raccontò che, dopo aver militato, nel corso della seconda guerra mondiale, nel glorioso 4º Battaglione di Campagna denominato “Di Si Ye Zhan Jun”, nei primi anni cinquanta divenne allievo all’ospedale di Tianjin di un grande medico, il dott. Gu Jiang Ying, che gli insegnò la medicina per diversi anni, trascorsi i quali divenne anch’egli medico secondo la tradizione del tempo per la quale la trasmissione della conoscenza medica avveniva in maniera diretta da maestro a discepolo e non come avviene oggi nelle Università. È solo nel 1977 che in Cina, con la piena istituzione dell’Università, il dott. Zu, già medico, ottenne il diploma di laurea e successivamente la specializzazione.

La città di Tianjiin, dove visse il maestro Zu è stata, allora come oggi, un importantissimo centro economico, che offrì grandi opportunità di lavoro e benessere a tutti gli abitanti del posto e, negli anni immediatamente dopo la fine del conflitto, fu meta di migrazione di molte persone in cerca di lavoro, compresi numerosi grandi maestri di Kung Fu.

Proprio a causa di questa particolare situazione, il dott. Zu conobbe a Tianjin diversi maestri di Qi Gong, e si dedicò, parallelamente all’ordinaria attività di medico, allo studio assiduo delle tecniche a scopo terapeutico.

Il. Dott. Zu ricorda con molto rispetto l’insegnamento ricevuto dal maestro Yang Mao Yu, del quale oggi è rimasto praticamente l’unico discepolo ancora in grado di tramandare le salutari e meravigliose tecniche acquisite.

Studiò anche con grandi maestri come Wang Shao Po, dal quale apprese il Tong Qi Gong e il Zhou Tian Gong; con i maestri Zhao e Sun Shao Zhu studiò il He Xiang Zhuang; infine con la maestra Shi Feng Zhi apprese le tecniche del Shu Zi Gong, del Shen Xing Zhuang e del famoso Wang Xiang Zhai Tai Ji Qi Gong (chiamato anche Da Cheng Qi Gong del gran maestro Wang Xiang Zhai).

Solo dopo aver dedicato tantissimi anni allo studio ed alla pratica del Qi Gong, il dott. Zu ne dedicò altrettanti alla realizzazione di un grandioso e personale progetto: creare un nuovo metodo di Qi Gong che facesse crescere l’energia interna più rapidamente ed abbondantemente. La ricerca di un nuovo metodo fu dettata soprattutto dalla cognizione che per raggiungere un alto livello nella pratica del Qi Gong occorrono molti anni e che, proprio per questo motivo, la tecnica è appannaggio di pochi.

La forma di Qi Gong che il dott. Zu realizzò nasce appunto da uno studio focalizzato alla ricerca dei metodi più diretti e funzionali per la coltivazione ed il mantenimento dell’energia vitale.

Il metodo prese il nome caratteristico di “Tian Neng Zhuang”, letteralmente significa “Il Palo dell’Energia Celeste”, e consente all’energia vitale, che è il fondamento della nostra salute, di incrementarsi raggiungendo il culmine rapidamente e abbondantemente.

Il metodo “Tian Neng Zhuang” è indicato per le persone di tutte le età, ma in particolare è rivolta agli individui con una marcata attitudine a sviluppare forme di stress, che intendono avvalersi di un metodo che sviluppi la loro capacità a tollerare forti condizioni emotive, rimanendo concentrati, rilassati e produttivi allo stesso tempo. In tutti i modelli cinesi di conoscenza dell’essere umano corpo e mente sono raffigurati come un tutt’uno, l’obiettivo di questo metodo è proprio quello di ottenere che la forza della mente e la forza del corpo accrescano in coppia, fondendosi in un campo di energia perfetto.

Il metodo “Tian Neng Zhuang” si articola in sei fasi o sequenze che devono essere eseguite sempre ad occhi chiusi.

La prima sequenza è denominata Yin Yang Ting Ti e significa letteralmente mescolare Yin e Yang.

Tutta la sequenza si basa sul concetto che sta alla base della visione cinese del cosmo, inviluppata nei due immaginari poteri, Cielo e Terra, che sono la base della filosofia tradizionale del Qi Gong.

L’intenzione di questa forma è quello di risvegliare ed accumulare il Qi, l’invisibile energia del corpo, che alberga in ciascuno di noi e che a volte rimane nascosta in attesa di essere richiamata.

Forma Yin Yang Ting Ti

La sequenza inizia con la posizione fondamentale conosciuta anche con il nome di Wuji, ed ha l’intento di sviluppare l’energia primaria contenuta all’interno di ciascuno di noi.

Mantenendo la posizione eretta, con i piedi divaricati quanto la larghezza delle spalle, distribuite uniformemente il peso del corpo sulle piante dei piedi, con le spalle e le braccia che cadono in maniera naturale e rilassata verso il basso; il corpo sarà allineato secondo una linea immaginaria che lo attraversa dalla testa ai piedi passando dal Dantian (pronuncia “Tantien”), punto di accumulo e massima concentrazione del Qi, situato a circa 3 centimetri sotto l’ombelico.

Rimanendo in questa posizione, si respirerà lentamente e naturalmente attraverso il naso.

Manterrete la posizione fino alla percezione di una sensazione di leggerezza della testa e di pesantezza dei piedi; questo è il primo segnale che si percepisce quando si è stabilito un contatto con le forze del Cielo e della Terra. Ciò potrebbe richiedere un tempo che varia dai 2 ai 10 minuti in rapporto alla persona.

Sempre restando nella posizione Wuji, si distendono le braccia lateralmente fino all’altezza delle spalle, mantenendo le spalle e le braccia rilassate il più possibile; successivamente si girano le palme delle mani verso l’alto e con molta calma effettuate delle piccole rotazioni; il braccio destro ruoterà in senso orario ed il braccio sinistro in senso antiorario, ed allo stesso tempo, in modo sincronizzato rispetto alle rotazioni delle braccia, si piegheranno leggermente le ginocchia.

Il movimento consentirà al praticante di catturare l’energia Yin dalla Terra e convogliarla all’interno del corpo diffondendola in tutte le direzioni.

Successivamente, sempre dalla posizione con le braccia distese lateralmente all’altezza delle spalle, si girano le palme delle mani verso il basso e si effettuano delle piccole rotazioni in senso inverso al precedente.

Lo scopo di questo movimento è quello di catturare l’energia Yang dall’immensa ed incalcolabile energia del Cielo.

A questo punto si perviene alla ricerca dell’energia salutare dei cinque movimenti energetici fondamentali che si espandono in tutte le direzioni e che sono alla base della teoria delle Cinque Energie: Metallo, Acqua, Legno, Fuoco, Terra. Questi cinque elementi sono identificati come simboli di corrispondenza e ad ognuno di essi corrisponde un organo, un organo di senso, un percorso specifico lungo la superficie del corpo chiamato “meridiano” o “canale”.

Dalla posizione precedente l’esecuzione prosegue muovendo lentamente le palme delle mani in direzione verticale, avvicinando lentamente, in modo naturale e non rigido, entrambe le braccia, fino ad ottenere una distanza tra le mani simile alla larghezza delle spalle. Da questa posizione si dovrà immaginare di assimilare attraverso le dita della mano sinistra l’energia dei 5 elementi Metallo, Acqua, Legno, Fuoco, Terra , e di catturare attraverso le dita della mano destra l’energia di Sole, Luna, Stelle, Tempo e Luce.

La sensazione di pesantezza delle braccia dovuta alla raccolta ed all’immagazzinamento dell’energia, sarà tale da indurre successivamente un movimento naturale delle stesse verso il basso, facendo sì che i gomiti si pieghino fino ad arrivare con le mani all’altezza del Dantian, zona di massima concentrazione del Qi.

In seguito si effettuerà, il più lentamente possibile, un movimento di chiusura ed apertura delle palme delle mani. Questo movimento deve essere eseguito per almeno nove volte e deve essere accompagnato emettendo il suono di apertura “Hui” ed il suono di chiusura “Na”, tali suoni devono udirsi appena. Ciò consentirà la propagazione degli effetti benefici dei flussi energetici derivanti dalla sincronizzazione del corpo e della mente.

Lo scopo del movimento di apertura e chiusura delle palme della mani è quello di comprimere e convogliare tutte le energie raccolte ( Metallo, Acqua, Legno, Fuoco, Terra e Sole, Luna, Stelle, Tempo e Luce ) nel punto di massima raccolta che è situato nel Dantian.

Per sigillare e raggruppare le energie così raccolte, la sequenza si conclude posizionando le mani nella zona del Dantian, senza mai toccare l’addome, e mantenendo una posizione immobile per qualche istante.

La prima fase “Yin Yang Ting Ti” ha la funzione di richiamare tutte le energie dell’universo e mescolarle rendendole disponibili al nostro corpo che accrescerà con nuove forze la propria energia vitale.

Le fasi successive, come più volte ha precisato il dott. Zu, denominate “Lung Tian Ti” e “Shuan Juan Tien Ti”, formalizzano dei nuovi metodi per accrescere l’energia catturando Yin e Yang dalle sorgenti Terra e Cielo e dalle sorgenti di Sole e Luna.

In ultimo, sviluppando le forme “Hi Tien”, “Lu Tian Tien Chu” e “Huam Bao Tai Ji”, il maestro afferma di esercitare sul praticante la capacità di catturare l’energia del Cielo e dispensarla al corpo tramite un palo (da cui deriva il nome del metodo “Il palo dell’energia celeste”), di afferrare Yin e Yang e ruotarlo come una palla ed infine di sigillare il Qi con lo scopo di mantenere l’energia.

Il metodo “Tian Neng Zhuang” esaspera ai massimi livelli i tre principi del Qi Gong, lavorando su tutti gli aspetti della persona: non è possibile dare attenzione al corpo, senza darla alla mente, o al respiro, o viceversa non si può praticare solo la meditazione senza considerare il corpo.